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Veterinario e proprietario a processo per aver tagliato le orecchie al cane!

Veterinario e proprietario a processo per aver tagliato le orecchie al cane!
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Arriva una notizia dal web che mi fa ben sperare sul futuro. Il compagno umano di un american staffordshire terrier (si potrà davvero chiamare compagno umano?) e un veterinario compiacente sono stati accusati di maltrattamento di animali per aver tagliato le orecchie al cane.

Cosa dice la legge

Nel 2011, dopo 24 anni, l’Italia ha finalmente recepito la normativa europea ratificando la Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da compagnia e vietando il taglio della coda e delle orecchie per fini estetici.
L’articolo 10 parla chiaro:

“1. Interventi chirurgici Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non terapeutici debbono essere vietati, in particolare:

a. il taglio della coda;
b. il taglio delle orecchie;
c. la recisione delle corde vocali;
d. l’esportazione delle unghie e dei denti.

2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:

a. se un veterinario considera un intervento non terapeutico necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un singolo animale;
b. per impedire la riproduzione.

3.
a. gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o sarà suscettibile di provare significativi dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;

b. gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale.”

I Fatti

Il PM Ripamonti di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di un avvocato di 36 anni, “proprietario” del cane (così è il caso di chiamarlo), e del veterinario con studio a Milano, ma residente a Pavia, ed è pronto a rinviarli a giudizio per citazione diretta per maltrattamento di animali, in particolare per aver causato lesioni senza motivo o necessità. La conchectomia, ossia il taglio delle orecchie, apparentemente sarebbe stata praticata per una ragione sanitaria ma in realtà, secondo la procura, è stata portata a termine per fini estetici. A quanto pare, pur essendo vietato, i cani con tale amputazione hanno maggiore possibilità di vincere i concorsi di bellezza, specie se appartenenti ad alcune razze.

L’indagine

Quel che ho apprezzato molto di questa notizia è che si tratta di un’inchiesta nata a partire da controlli effettuati durante un concorso. L’inchiesta fa parte, infatti, di quella avviata a Reggio Emilia dopo dei controlli da parte della Asl durante il concorso “Golden Edition Show” che si è svolto a febbraio 2017 a Scandiano, sulle colline emiliane. Durante l’ispezione della asl furono segnalati sedici cani, prevalentemente pitbull e american staffordshire terrier, con le orecchie mozzate e, per il nostro caso, la competenza era appunto di Milano.

Durante l’interrogatorio al quale è stato sottoposto, il veterinario ha dichiarato di aver praticato una “conchetomia terapeutica” nel 2014. All’epoca l’american staffordshire terrier era un cucciolo e a quanto pare riportava “una parte di cancrena sulla parete distale di entrambi i padiglioni auricolari”. Il cucciolo si sarebbe procurato delle ferite infilandosi in un roveto, ma nonostante le medicazioni la cancrena è sopraggiunta inesorabile. Il pm non ha creduto a questa versione e ha deciso di agire di conseguenza. Succede spesso, purtroppo, che per cause estetiche si pratichi la conchetomia, chirurgia molto dolorosa peraltro, oltre che vietata, giustificandola poi con ragioni sanitarie.

Conclusioni

Sapere che esistono questo tipo di controlli, durante i concorsi di bellezza, mi rimette in pace con il mondo. Credo che questo sia l’unico modo per poter punire chi ancora, per amore di uno standard ormai fortunatamente passato, si ostina a tagliare coda e orecchie al proprio cane. Certo, aiuterebbe anche che i cani mutilati non fossero ammessi ai concorsi, ma qui, purtroppo, la vedo dura! I cani privi di orecchie o coda, ma soprattutto di orecchie, sono ancora preferiti nelle competizioni di alcune razze. Aiuterebbe anche una legge più severa che non ammettesse eccezioni, ma tant’è, dobbiamo accontentarci a quanto pare.

Sono abbastanza convinta che si possa e si debba fare meglio in materia, per esempio segnalare i casi alle asl, anche da parte di comuni cittadini, in modo che si possano fare dei controlli mirati e a tappeto. In realtà basterebbe penalizzare i cani amputati ai concorsi o addirittura vietarne l’ingresso, ma mi sembra di capire che non siamo ancora pronti per azioni così estreme. Un modo forse più semplice potrebbe essere quello di tenere un registro delle chirurgie che riguardano coda e orecchie, con tanto di documentazione fotografica e video. A quel punto, nessuno potrebbe nascondere un intervento simile fatto per fini estetici, facendolo passare per un’urgenza sanitaria.

Simona Ricci Simona Ricci si è laureata in Scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista dal '99 e scrive su diversi giornali cartacei e online. Educatore e Riabilitatore Comportamentale. Dal 2013 è Presidente di Incluso il Cane – The Family Dog ASD e organizza seminari di cultura cinofila ed eventi sportivi in collaborazione con il Centro Cinofilo EssereCane.

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