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Ordinanza contro la pipì del cane: Genova come Savona

Ordinanza contro la pipì del cane: Genova come Savona
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La Liguria ha dichiarato guerra alla pipì del cane. Dopo l’ordinanza di Savona, sia pure leggermente modificata qualche tempo dopo, anche Genova si sta preparando a multare chi porterà a spasso il cane, senza bottiglietta d’acqua per diluire la pipì.

Cosa sta succedendo

Qualche giorno fa il consigliere comunale Enrico Pignone, della lista Crivello, ha depositato una proposta di delibera consiliare, simile a quella già presente a Savona. La notizia è trapelata nel corso della commissione dedicata al piano industriale di Amiu, la partecipata di Tursi che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Nella proposta sono presenti tre punti principali per altrettante modifiche del regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città. Queste modifiche sono state già in parte condivise con l’assessore all’ambiente Matteo Campora.
I tre punti sono:

  • rimuovere le deiezioni solide dei nostri cani (regola già stabilita ma difficilmente rispettata, non solo a Genova);
  • pulire lo spazio sporcato dalle urine e dalle deiezione in generale con acqua. Bisognerà, quindi, portarsi dietro una bottiglietta piena d’acqua per poter diluire le tracce di pipì, nella speranza di affievolire lo sviluppo di odori sgradevoli;
  • si chiede all’amministrazione uno sforzo programmato per individuare delle aree critiche, nelle quali organizzare interventi di lavaggio con acqua quotidiani.

All’interno della proposta, viene anche chiesto, all’amministrazione, di adempiere ad un monitoraggio più attento e preciso dell’anagrafe canina, attraverso la preparazione di un report semestrale, sulla presenza del numero di animali di affezione presenti sul territorio comunale, compresi i cani di canile e i gatti di gattile.

La delibera verrà affrontata in commissione a breve per poi essere discussa. Molto probabilmente verrà approvata dal consiglio comunale, creando non poche difficoltà alla cittadinanza a sei zampe.

Perché sta succedendo?

Mi sono chiesta, già in occasione dell’ordinanza di Savona, cosa stesse accadendo in Liguria, ma non solo in questa regione. Per quale motivo ci fosse tutta questa attenzione sui cani e la loro pipì. Mi resta davvero difficile capire come si possa, in un’epoca che si scopre sempre più attenta alle esigenze dei nostri pet, creare difficoltà simili a chi ne ha uno in casa.

Come è possibile che, in un Comune che ha deciso di aprire le porte degli uffici ai cani, si facciano proposte simili?
Davvero le amministrazioni pensano di risolvere il problema dei cattivi odori in questo modo? Oppure è un modo per scoraggiare chi vuol prendere un cane ma non è ancora convinto?

Non mi piace fare polemica inutilmente, ma faccio fatica a pensare che una semplice bottiglietta d’acqua possa eliminare il problema del cattivo odore. Prima di tutto, bisogna valutare le dimensioni del cane. Il compagno umano di un bovaro del bernese con una bottiglietta d’acqua non ci fa nulla, a meno che non chiediamo al malcapitato di uscire con una damigiana d’acqua. Qualora il flusso d’acqua fosse sufficiente a diluire la pipì del cane, quello che si ottiene, secondo me, è semplicemente rendere la macchia di pipì più grande.

L’acqua non può contrastare il cattivo odore della pipì, non ne ha la forza. Inoltre, diluendo la pipì la macchia diventa più grande e, addirittura, sconfina, va oltre il punto in cui era stata lasciata. Non è difficile capire che portare con sé una bottiglietta d’acqua sia solo un palliativo al problema e una scocciatura per le famiglie con pet.

Cosa si può fare

Non dico non esista il problema delle deiezioni dei cani. Dopo anni di ordinanze sull’obbligo di raccolta delle feci siamo ancora lontani dall’averlo risolto. Ci sono strade, nel mio quartiere, in cui è impossibile camminare, persino portare a spasso il cane diventa complicato.
Il problema lo sento particolarmente, mi da fastidio vedere la mia città invasa dalle feci dei cani che hanno la sfortuna di avere un compagno umano privo di senso civico, ma sulla pipì la mia posizione è diversa.
Poiché ritengo che diluire con una bottiglietta d’acqua sia inutile e scomodo e, visto che per chi ha più di un cane la situazione si farebbe davvero complicata, non sarebbe più semplice garantire la pulizia delle strade?

Le tasse versate allo Stato e ai Comuni servono per avere dei servizi, quali la pulizia delle strade, che, se venissero realmente garantiti, risolverebbero il problema. Le auto adibite alla pulizia delle strade hanno un getto d’acqua talmente potente e caldo che, con l’aggiunta di detersivi specifici, ci mettono un secondo ad igienizzare. Se questa pulizia venisse fatta costantemente, le nostre strade non avrebbero più cattivo odore.
So che le casse dello Stato e dei Comuni sono sempre in emergenza, ma non può essere un buon motivo, questo per creare disagio alla popolazione a sei zampe. Piuttosto che ragionare su ordinanze che rimangono insufficienti a contrastare il problema, mi concentrerei a trovare i fondi per pulire le strade tutti i giorni.

Dall’altra parte, proporrei controlli severi in strada, per contrastare chi ancora nel 2018 non ha la sensibilità di capire che è un dovere tenere pulite le nostre strade ed è un segnale di grande civiltà raccogliere le loro feci. Non solo, ma se tutti facessimo la nostra parte eviteremmo di inasprire i sentimenti di chi non vive con i pet e dunque li mal sopporta.

Simona Ricci Simona Ricci si è laureata in Scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista dal '99 e scrive su diversi giornali cartacei e online. Educatore e Riabilitatore Comportamentale. Dal 2013 è Presidente di Incluso il Cane – The Family Dog ASD e organizza seminari di cultura cinofila ed eventi sportivi in collaborazione con il Centro Cinofilo EssereCane.

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