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Lupi e allevatori: un accordo per una convivenza pacifica

Lupi e allevatori: un accordo per una convivenza pacifica
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Basta gridare “Al lupo! Al Lupo!” Lupi e allevatori hanno stretto un patto.
Grazie ad un accordo siglato con Almo Nature, 8 aziende trentine promettono di convivere pacificamente con il lupo, attraverso la pronta difesa del bestiame da parte dei cani da guardiana.

Progetto Farmers&Predators

“Il lupo c’è ed è un elemento fondamentale dell’ecosistema. L’unica vera soluzione è quella di organizzarsi per potersi difendere al meglio, nel pieno rispetto della natura e della biodiversità – spiega Camila Arza Garcia, responsabile del progetto Farmers&Predators di Almo Nature –. Ci schieriamo dalla parte del lupo e sosteniamo tutti quegli allevatori che scelgono la via della prevenzione. Supporteremo la produzione alimentare, di qualità certificata, di tutti gli allevatori che si impegneranno a non uccidere i predatori perché questa non sarà mai la soluzione alle difficoltà economiche del lavoro”.

Questo progetto mira ad armonizzare il rapporto tra la natura selvatica e gli allevatori, in modo che la biodiversità possa essere davvero un’opportunità per migliorare la qualità della vita di tutti. All’interno del progetto sono previste due azioni che comprendono attività diverse ma sinergiche per raggiungere lo stesso obiettivo: Reduce The Conflict e A Possible Alliance.

Reduce The Conflict

Negli ultimi anni sempre più spesso la convivenza tra predatori naturali e allevatori si è inasprita e in alcune regioni i conflitti si chiudono abbattendo il predatore. Per cercare di risolverli in maniera pacifica Almo Nature ha deciso di fornire cani da guardiania addestrati agli allevatori, inoltre cibo Almo per sostenerli, ma solo agli allevatori che decideranno di adottare misure non conflittuali e non cruente nei confronti dei predatori.

Possible Alliance

La Almo Nature supporterà la produzione alimentare, di qualità certificata, degli allevatori che si impegneranno a non uccidere i predatori.

Associazione per la Difesa del Patrimonio Zootecnico dei Grandi Predatori

Otto aziende del Trentino si sono unite nell’Associazione per la Difesa del Patrimonio Zootecnico dai Grandi Predatori e stanno finalmente modificando il modo di fare allevamento e pastorizia, in relazione alla presenza del predatore.

L’Associazione per la Difesa del Patrimonio Zootecnico dai Grandi Predatori (Adgp) è una realtà nata sul territorio proprio per valorizzare e divulgare il lavoro svolto dagli allevatori per la prevenzione dai grandi predatori. Le aziende che fanno parte di questa associazione e che hanno siglato l’accordo con l’azienda Almo Nature hanno un duplice obiettivo: salvaguardare il patrimonio zootecnico in particolare il lupo e tutelare il proprio bestiame dagli attacchi del predatore.

Queste le aziende che beneficeranno del mantenimento alimentare gratuito dei cani da guardiania impiegati a difesa del gregge: l’Agriturismo Malga Riondera di Ala, Azienda Agricola Viola Bruno a Predaia, l’Agriturismo Maso Pertener a Comano Terme, l’Azienda Maso Eden a Vigo Cavedine, l’Azienda Agricola Paolo Chistè e l’Azienda Agricola Grosselli Lino a Madruzzo, l’Azienda Agricola Zanoni Ivan a Cloz e l’Agritur Maso Lena a Predazzo.

Queste attività agricole ospitano 26 cani da guardia, tra adulti e cuccioli, di cui 25 pastori maremmani abruzzesi e 1 San Bernardo. I maremmani difendono le greggi di pecore e vacche, “il gigante delle Alpi” protegge il vigneto e salva il raccolto. A tutti i cani è gaantito il mantenimento alimentare gratuito grazie all’azione “Reduce the Conflict” della Almo: circa 500 grammi di pappa al giorno per ciascun cane per tutto il 2018, con forniture a cadenza quadrimestrale, per un totale di 1.620 chili di alimento secco.

Gli allevatori dovranno impegnarsi a non intraprendere atti ostili nei confronti dei predatori e a tenere e addestrare i cani con rispetto. Il cane da sempre è un alleato fedele e merita trattamenti privilegiati.

Conclusioni

I lupi non sono cattivi, semplicemente uccidono per la loro sopravvivenza, così come molti altri animali in natura. Pensare di impedir loro di uccidere il bestiame allevato uccidendoli è una barbarie, oltre a non essere la soluzione. Bisogna ricominciare a gestire il bestiame valorizzando il lavoro del pastore che, con l’aiuto indispensabile dei cani da conduzione e soprattutto da guardiania, e la protezione di recinzioni adeguate per il ricovero degli animali, veste un ruolo fondamentale.

L’ecosistema prevede un insieme di organismi viventi e di materia non vivente, che interagiscono in un determinato ambiente, costituendo un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico. I lupi ne fanno parte e per questo vanno rispettati, protetti e considerati una risorsa.

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Simona Ricci Simona Ricci si è laureata in Scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista dal '99 e scrive su diversi giornali cartacei e online. Educatore e Riabilitatore Comportamentale. Dal 2013 è Presidente di Incluso il Cane – The Family Dog ASD e organizza seminari di cultura cinofila ed eventi sportivi in collaborazione con il Centro Cinofilo EssereCane.

Comment(2)

  1. Ottimo progetto!
    Ci sarebbe la possibilità di proporlo anche al sud, per esempio nel Gargano, in cui la pastorizia è un’attività ancora molto presente e in forte difficoltà a causa del l’immissione del lupo avvenuta da un po’ di anni.
    Lì il conflitto tra predatori ed allevatori è molto vivo.
    Sarebbe di aiuto ad entrambi, sia ai lupi che agli allevatori.
    Grazie.

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