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Liberi Tutti! Il 25 conquista la libertà, vai in canile

Liberi Tutti! Il 25 conquista la libertà, vai in canile
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Il canile è considerato un luogo triste in cui, spesso, i cani trovano la loro casa a vita. Un punto di arrivo, senza partenze. Un luogo isolato in cui i cani concludono le loro vite in solitudine, privi di una famiglia e dove le storie sono quasi sempre tristi.
Capita spesso che le persone dicano “non riesco ad entrare in canile, tutte quelle gabbie, con tutti quei musi tristi, non ci riesco…”

Questa visione del canile chiude definitivamente le porte del box in faccia a tutti quei cani che nel canile hanno trovato la prigione, pur essendo innocenti. Il canile, al contrario, deve essere un luogo meraviglioso in cui questi cani possono trovare la forza e l’aiuto per iniziare una vita nuova, con degli adottanti speciali che scelgano proprio loro. Un posto in cui gli occhi speranzosi di un cane mai guardato, possano incontrare gli occhi desiderosi di una famiglia che stava cercando proprio lui.

Liberi Tutti, nella giornata simbolo della Libertà nel nostro paese, vuole aprire le porte dei canili a visitatori, adottanti, curiosi, operatori ed educatori che insieme, in quella giornata, lavoreranno in sinergia per un obiettivo comune: dare visibilità ai cani ospiti, trovare loro adozione e far passare il messaggio che il canile è un luogo magico in cui centinaia di vite si fermano e hanno bisogno di una mano per ripartire.

Liberi Tutti vuole tenere alta l’attenzione sui canili per ricordare a chi si avvicina a queste strutture che può trovare competenza, professionalità e meravigliosi individui pronti a tornare liberi e a cominciare una nuova vita in famiglia.

Per conoscere meglio lo spirito dell’iniziativa abbiamo intervistato Fausto Vighi, docente ThinkDog, che si è occupato dell’organizzazione in prima persona.

Che cos’è Liberi Tutti?

E’ un progetto culturale, un’idea di Francesco Libero, che nasce al di fuori della scuola ThinkDog, ma che la scuola ha deciso di accogliere, in quanto movimento culturale che cerca di accostare alla simbologia del 25 aprile (l’anniversario della liberazione d’Italia) un problema che una soluzione ancora non ha e che con la liberazione è strettamente legato, ossia i cani in canile.

Nasce come un momento di condivisione e contemporaneità; in quella data simbolo, alcune strutture decidono di dare una dimostrazione di volontà, di formazione e professionalità.
Quello che Liberi Tutti vuole evidenziare è che le persone che operano nei canili devono attivarsi e cercare di fare la differenza, non soltanto sugli aspetti ordinari e gestionali, ma soprattutto per far capire che, in quella nicchia di cinofilia, ci sono forse il maggior numero di cani, almeno per l’Italia, e che bisogna tenerne conto. Chi si interessa di cani, deve condividere questa realtà. Da lì ciascuno, con le proprie forze, cercherà di fare un gesto di presenza in quella direzione, con la finalità di far conoscere le strutture, far conoscere le associazioni, le persone, ma soprattutto i cani, nella speranza di favorirne le adozioni.

Quando è nato Liberi Tutti?

E’ nato nel 2012; la prima edizione è stata quella del 25 aprile 2012. Poi c’è stato uno stop ed è stata gestita in maniera autonoma da alcune strutture. Angelo (Vaira n.d.r.) ha ripreso in mano il progetto, anche su indicazione dei membri del corpo docente e dei tutor della scuola. Si avverte, forte, la necessità di dare dei segni di presenza in un ambito di cinofilia in cui c’è il maggior numero di cani. La speranza è quella di creare una nicchia in cui far confluire investimenti, a fondo perduto, per allargare la cerchia e fare di Liberi Tutti un’iniziativa che diventi un po’ il simbolo del problema.

Che tipo di attività hanno organizzato le strutture che hanno aderito?

Noi abbiamo indicato due tipologie, in base alle possibilità dei canili e delle associazioni. C’è libertà nell’organizzare le attività, ma abbiamo dato un canovaccio per suggerire delle idee.
Per esempio, le associazioni che gestiscono il canile o sono molto amiche del gestore, possono fare attività all’interno della struttura: si può organizzare un open day dove il pubblico visita il ricovero, si spiega il significato dell’evento, mentre gli educatori lavorano con i cani del canile a dimostrazione della loro professionalità e della bravura del cane che, magari, troverà una casa.

Ci sono associazioni che non hanno la possibilità di fare attività in canile e possono organizzare un evento fuori; per esempio una passeggiata con tutti coloro che, in passato, hanno adottato in quel canile: l’educatore darà indicazioni, aiutando ancor di più chi ha già adottato, per rafforzare la logica che l’adozione è un pezzo del percorso e che, chi ha collaborato all’adozione, è sempre lì pronto a darti una mano, per aiutarti anche dopo.

Quante strutture hanno aderito?

Dodici, che è già un bel numero perché siamo partiti a marzo, quindi c’è stata una buona mobilitazione. Abbiamo vissuto sull’esperienza della volta precedente e c’è stato un buon re-call.

Tu dove andrai?

Io personalmente vado con la LAV, sezione dell’Oltrepò Pavese, e lo facciamo qui a Pavia. E’ una zona che si chiama dei Casoni, una zona del Ticino. Ho collaborato in passato con la LAV per un paio di casi un po’ borderline, ci siamo trovati bene.

Vuoi dire qualcosa su questa nuova edizione di Liberi Tutti?

Il mio parere personale è che non basta la memoria, Liberi Tutti deve essere collegato a un’azione. La prigionia, il fatto che esista un olocausto animale va tenuto sempre presente. E’giusto avere dei momenti che ci aiutino a ricordarlo, come questo, ma non può essere solo un esercizio di memoria. Lo spirito è quello di cercare di trasformare Liberi Tutti da uno stato di evento occasionale a un grido più forte e quotidiano da parte di quelli che, quotidianamente, queste attività le svolgono e che avrebbero bisogno di aiuto da parte delle istituzioni e dalla cinofilia.

In Italia si fa tantissimo con il volontariato perché si fa pochissimo dall’altra parte. Il volontariato deve essere qualcosa in più e non un sostituto delle défaillances istituzionali. Liberi Tutti deve diventare qualcosa di quotidiano che risuoni alle orecchie delle persone che si occupano dei cani e alle orecchie di chi ne sta cercando uno e che non sa che ci sono tanti “Liberi Tutti” che aspettano di uscire dal canile.
Liberi Tutti serve non solo a liberare i cani, ma anche ad esprimere le professionalità di tutti coloro che operano con passione, ma anche con grande sacrificio per alleviare la tristezza e la solitudine dei canili!

liberi tutti

Simona Ricci Simona Ricci si è laureata in Scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista dal '99 e scrive su diversi giornali cartacei e online. Educatore e Riabilitatore Comportamentale. Dal 2013 è Presidente di Incluso il Cane – The Family Dog ASD e organizza seminari di cultura cinofila ed eventi sportivi in collaborazione con il Centro Cinofilo EssereCane.

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