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Le motivazioni del cane

Le motivazioni del cane
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Ogni individuo orienta le proprie azioni e le proprie scelte in base a determinati bisogni ed a più specifiche motivazioni. Alla base di una scelta c’è sempre una motivazione che la muove e la influenza. Questa è l’espressione dei motivi che portano un individuo a scegliere di compiere una precisa azione; spinge il suo operato verso una determinata meta, attiva e orienta comportamenti specifici.

Un bisogno insoddisfatto porta l’individuo a concentrare le energie motivazionali al fine di soddisfare quel bisogno. Così facendo, se ne accantonano altri meno prioritari, anche se non meno importanti.
Anche i cani hanno un tessuto di motivazioni alla base dei loro comportamenti. Riconoscerle può essere utile sia nella relazione, sia nel lavoro specifico rispetto ad una motivazione poco funzionale al contesto.

Le motivazioni nei cani

Vi siete mai chiesti cos’è importante per il cane? Cosa desidera? Rispondere a queste domande indaga le motivazioni che orientano le sue azioni nel mondo.
Il cane, esattamente come l’uomo, ha dei bisogni precisi supportati da altrettante motivazioni. Dovremmo chiederci, quasi sempre, cosa c’è dietro un comportamento manifestato dal nostro amico.

Il modello psicoidraulico

L’etologia classica spiegava le motivazioni del cane attraverso il Modello “psicoidraulico” di Konrad Lorenz.
L’ipotesi alla base di questo modello è che il comportamento fosse legato a due fattori: l’intensità della motivazione (stimoli interni) e l’intensità degli stimoli ambientali, quindi esterni. La motivazione interna viene rappresentata, nel modello, attraverso acqua contenuta in un serbatoio, alimentato di continuo da un rubinetto. La pressione dell’acqua cresce con l’aumentare della sua altezza. La presenza di una valvola di scarico gestisce le fuoriuscite dal serbatoio. Il comportamento è rappresentato dal flusso in uscita dell’acqua. Il liquido esercita pressione sulla valvola, se la pressione è elevata, la valvola si apre, il serbatoio si svuota e il comportamento si esplicita.
Il comportamento si presenta quando l’energia accumulata e gli stimoli esterni si influenzano e non è più possibile contenere la motivazione.

Il modello neurobiologico dell’approccio cognitivo

L’approccio cognitivo considera la motivazione all’interno di un modello più complesso, detto neurobiologico. Qui la motivazione non trova origine da energia accumulata, ma da un set neurale legato al numero di neuroni coinvolti e allo stato di attivazione del sistema.
La grande differenza di questo modello, rispetto all’etologia classica, sta nel fatto che stimolazione ed esercizio possono rafforzare il set neurale. In quest’ottica sarà possibile modificare le motivazioni incentivandole o scoraggiandole, per esempio.

Quali sono le motivazioni del cane

Nel cane possiamo elencare alcune motivazioni come:
predatoria (rincorrere oggetti in movimento);
territoriale (difendere un territorio);
sillegica (raccogliere oggetti e portarli in un nascondiglio);
sessuale (finalità riproduttive);
somestesica (esplorare il proprio corpo);
et-epimeletica (chiedere o prestare cure);
epimeletica (prendersi cura di un compagno);
competitiva (confrontarsi o gareggiare con un conspecifico);
sociale (interagire con un individuo o partecipare alle attività di un gruppo);
collaborativa (fare un’attività insieme, concertarsi);
di ricerca (cercare oggetti nascosti);
protettiva (difendere un affiliato);
perlustrativa (esplorare un ambiente e mapparlo);
esplorativa (analizzare un oggetto nei particolari);
possessiva (mantenere il possesso di un oggetto);
cinestesica (fare movimento);
affiliativa (far parte di un gruppo ristretto);
comunicativa (esprimere uno stato o indicare qualcosa).

Riequilibrare il bagaglio motivazionale

Non sempre le motivazioni del cane sono adatte al contesto nel quale vive e non sempre si ha la possibilità di potersi spostare, o trasferire, in luoghi più adatti. In quest’ottica è fondamentale poter lavorare sulle motivazioni, per esempio incentivandone alcune, o disincentivandone altre, oppure disciplinandole e bilanciandole.

Non è un segreto che il cane “di famiglia” spesso è costretto a vivere in una realtà non esattamente naturale. Poter riequilibrare le sue motivazioni è uno strumento indispensabile per la vita del binomio. Avere un cane particolarmente territoriale, per esempio, può non essere una caratteristica apprezzabile in città. Poiché l’approccio cognitivo prende in considerazione la mente del cane, non considerandolo più in preda a comportamenti che si sviluppano da energia accumulata, possiamo collaborare con lui per rendere la sua mente più flessibile e tirando fuori motivazioni più adatte al contesto.

Come possiamo agire sulle motivazioni?

Le motivazioni tra loro possono essere sinergiche, ossia una rafforza l’altra, oppure controlaterali, ossia una inibisce l’altra. Attraverso la frequentazione di attività che stimolano una determinata motivazione, che è sinergica ad un’altra, si aumenta quella specifica motivazione di partenza che si voleva favorire.
Se ci si trova di fronte a motivazioni correlate a comportamenti indesiderati, possiamo diminuire il volume delle motivazioni sinergiche e aumentare quello delle controlaterali.

Per incentivare una motivazione bisogna aumentare la frequenza con cui questa si presenta. Per farlo basterà aumentare gli stimoli che la innescano e permettere l’esercitazione di comportamenti correlati, magari favorendo il presentarsi di motivazioni sinergiche.
Per disincentivare una motivazione poco adatta al contesto, dovremo diminuire la frequenza con cui questa si presenta e aumentare quella delle motivazioni controlaterali.

Sulla carta sembra una cosa piuttosto semplice, nella realtà è più complesso di quanto si immagini. Il cambiamento avviene solo se il lavoro riguarda la complessità della vita del cane e della famiglia e su un tempo sufficientemente lungo.

Motivazioni sinergiche
Comunicativa PRO collaborativa
Collaborativa PRO sociale
Epimeletica PRO et-epimeletica
Possessiva PRO territoriale
Protettiva PRO affiliativa
Esplorativa PRO di ricerca

Motivazioni controlaterali
Predatoria VS di ricerca
Territoriale VS perlustrativa
Competitiva VS collaborativa
Cinestesica VS comunicativa
Possessiva VS sillegica
Protettiva VS sociale

Conclusioni

Le motivazioni e il lavoro che possiamo mettere in atto su di esse sono strumenti preziosi per educatori e istruttori cinofili.
Il cambiamento richiederà impegno e costanza sul lungo periodo e coinvolgerà la relazione con il cane a 360 gradi, dunque: stile di vita, abitudini e competenze dei famigliari.
Il modello neurobiologico ci impedisce di considerare il cane in balìa di istinti incontrollabili, che letteralmente escono fuori dal controllo. Piuttosto ci mostra un essere pensante che, gradualmente, con lavoro e relazione riesce a modificare la sua convinzione sul mondo e vivere in maniera più equilibrata e appagante la sua vita a sei zampe.

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Simona Ricci Simona Ricci si è laureata in Scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista dal '99 e scrive su diversi giornali cartacei e online. Educatore e Riabilitatore Comportamentale. Dal 2013 è Presidente di Incluso il Cane – The Family Dog ASD e organizza seminari di cultura cinofila ed eventi sportivi in collaborazione con il Centro Cinofilo EssereCane.

Comment(2)

  1. Ciao Simona! Sono assolutamente d’accordo con le conclusioni finali dell’articolo. Posso vedere con Spock che elabora le determinate esperienze di vita, ne trae una chiave di lettura che non necessariamente corrisponde alla nostra.

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