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Gli animali non sono esseri senzienti

Gli animali non sono esseri senzienti
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Quante volte abbiamo sentito parlare e discutere di “Brexit” e delle conseguenze di tale evento?
Che legame ha questa decisione del Regno unito con il benessere degli animali?

Il Fatto

Nel giugno del 2016 i cittadini britannici sono stati chiamati alle urne per rispondere al referendum circa l’uscita o meno del Regno Unito dall’Unione Europea. Il 51.9% si è dimostrato favorevole al “divorzio” con l”UE, avviando, appunto, un processo di separazione, che durerà circa due anni, e che passerà alla storia con il termine “Brexit”, gioco di parole fra “Britain” (Regno Unito) e “Exit” (uscita).

In questi due anni, che si concluderanno nella primavera del 2019, Regno Unito e Ue, saranno impegnati in lunghe trattative circa i termini della Brexit e, quindi, dei futuri accordi e relazioni tra Londra e Bruxelles. Tralasciando tutte le implicazioni politiche, economiche e sociali che questa scelta comporta, scopo di questo articolo è riflettere su un aspetto particolare di tale mossa, cioè la decisione dei parlamentari inglesi, che ha fatto molto discutere, e che comporterà seri e preoccupanti provvedimenti e drastiche leggi a sfavore degli animali. Infatti, Westminster ha stabilito, durante l’approvazione del EU Withdrawal Bill (documento che contiene le nuove direttive e leggi in sostituzione di quelle europee) che “Gli animali non provano dolore ed emozioni”, e di conseguenza circa l’80% delle norme che regolano il benessere animale (che provengono dall’UE) saranno cancellate dal momento dell’uscita del Regno Unito dal Vecchio Continente. La notizia, che ha fatto il giro del mondo, ha creato non poco scalpore e anche un po’ di imbarazzo nella classe politica inglese, che ha minimizzato il fatto sostenendo si tratti di un banale equivoco, e che in realtà sono state cancellate delle leggi, che verranno sostituite con altre migliori.

Persone non Umane

Il fatto che il futuro degli animali “residenti” nel Regno Unito desti non poche preoccupazioni agli animalisti, ma non solo, è legato ad un pensiero che la maggior parte delle persone ha intuitivamente, ovvero che gli animali hanno delle emozioni e dei sentimenti. Tale pensiero intuitivo, ovviamente, è confermato dalla ricerca scientifica. Lo stesso Charles Darwin studiò in modo sistematico le emozioni degli animali (riconobbe sei emozioni universali: rabbia, felicità, tristezza, disgusto, paura e sorpresa), e fu il primo a comparare le emozioni di specie più o meno imparentate, concludendo che, così come negli essere umani, le emozioni negli animali si fossero evolute per favorire legami sociali. Marc Bekoff, nel suo testo La vita emozionale degli animali (titolo evocativo che aiuta a comprendere il punto di vista dello studioso), ci fa riflettere su quella che potrebbe essere la risposta più semplice alla domanda “gli animali sono esseri senzienti e pensanti?”. La flessibilità comportamentale, potrebbe essere la soluzione al quesito, cioè la capacità degli animali di comportarsi e agire, non solo attraverso meccanismi mentali geneticamente “programmati”, ma variando tali comportamenti che sono, quindi, orientati da determinate scelte, elaborate considerando il mondo circostante. Dunque, non solo il pensiero intuitivo ci porta a dissentire con i parlamentari inglesi, ma anche la scienza. A tal proposito un neuroscienziato, Gregory Berns, ha studiato Come i cani ci amano, esaminando, attraverso una risonanza magnetica, il cervello dei cani, arrivando ad osservare emozioni, sentimenti e motivazioni, riscontrando strutture neuronali simili a quelle umane. Da qui, la pubblicazione del suo articolo.

Anche i cani sono persone, dove si sottolinea come il termine “persona” sia utilizzato
impropriamente associandolo alla figura umana, quando in realtà, originariamente era utilizzata
per indicare una “maschera”, un “individuo”, un essenza con una sua soggettività. Quindi facciamo fatica a ritrovare una personalità nei nostri cani, gatti o animali di altre specie? Anche il cinema ha trattato il tema delle emozioni animali. Chi di voi ricorda “La marcia dei pinguini” (2005), documentario (ne sono seguiti anche altri simili) in cui si osservano sentimenti ed emozioni (toccanti ed evidenti) di questi animali, intenti nella dura lotta per la sopravvivenza e protezione dei loro piccoli.

Riflessioni

Chiunque abbia la fortuna di vivere con un animale, e in particolare con un cane, non fatica a confermare l’idea che questi abbiano dei sentimenti, delle emozioni e un intelligenza. Quanti di
noi hanno detto, o si sono sentiti dire riferiti ai propri animali da compagnia “Sapessi quanto è
intelligente, gli manca la parola”
. Ecco, proprio la parola, o meglio, la mancanza di essa, forse, è quello che rende tanto speciali gli animali, la loro capacita di trasmettere emozioni e di far emozionare, di comunicare sentimenti anche senza il verbo. Nel momento in cui noi riconosceremo, veramente, l’esistenza di una mente pensante, di un mondo meraviglioso e complesso all’interno delle loro teste, ecco, allora dovremmo iniziare a ripensare al rapporto che abbiamo con essi e alle rappresentazioni che abbiamo di loro. Chi sa Konrad Lorenz cosa avrebbe pensato delle idee bizzarre dei parlamentari britannici circa la non-mente degli animali.
Ah si, forse abbiamo già la risposta “Chiunque conosca intimamente un mammifero superiore,
come un cane o una scimmia, e non si convince che tale essere ha sentimenti simili ai suoi, è
psichicamente anormale”.

Veronica Mura Veronica si è laureata prima in Scienze della Comunicazione e successivamente in Sociologia all'Università di Torino. Nel 2016 diventa Responsabile di Progetto/Referente d'Intervento e Responsabile di Attività in IAA (Interventi Assistiti con Animali) e, nel 2018, diventa Presidente dell'Associazione Paw Therapy, che si occupa della realizzazione di progetti di pet therapy in diverse realtà e strutture in Torino e provincia. Nel 2017 diventa Assistente educatore cinofilo e Tecnico Puppy Class, Think Dog. È estremamente curiosa, appassionata lettrice e fanatica di serie tv.

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